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Vitamina D contro l’ansia cronica

La carenza di vitamina D è una delle più comuni nella popolazione. I sintomi hanno una progressione particolarmente lenta, per questo si tratta di una condizione che viene scoperta quando è già in uno stato avanzato e può rappresentare un problema grave per la salute. Sono molti gli alimenti che la contengono, dal pesce al fegato, fino ai latticini. Importante però è esporsi al sole con regolarità perchè esso stimola la produzione di questa vitamina.

La vitamina D è correlata al benessere delle ossa ma non tutti i sintomi derivanti da un suo insufficiente apporto all’organismo sono legati ad esse, come si potrebbe pensare. Il primo campanello d’allarme è lo sviluppo di problemi d’ansia. Prima di iniziare un percorso psicologico/psicoterapeutico per la risoluzione di questo fastidioso problema, è bene valutare l’eventuale carenza di vitamina D attraverso delle semplici analisi ematiche.

In questo articolo andremo ad approfondire il ruolo di questa importantissima vitamina nella comparsa di una sintomatologia ansiosa.

 

Perché la carenza di vitamina D causa ansia?

L’ansia è un disturbo molto generico, simile in qualche modo alla paura, ma non caratterizzato dalla presenza di un evento specifico che la scateni. Il sentimento della paura ci consente di sopravvivere, perché senza questa emozione non saremmo in grado di reagire ai pericoli con la fuga, evitando il peggio.

Ciò che non ci fa vivere in una situazione di paura costante è il fatto che esistono dei neurotrasmettitori secreti direttamente dal cervello, che permettono (in situazioni completamente fisiologiche, in assenza di patologie) di calmare l’ansia e di farci essere sereni, nonché di provare piacere e gioia. Una diminuita secrezione di questi neurotrasmettitori causa uno stato di ansia cronica.

Il neurotrasmettitore più legato a questo processo è la serotonina che, come mostrano gli studi riportati in calce, è prodotta dall’organismo con l’ausilio indispensabile della vitamina D. La carenza di questa vitamina causa anche una riduzione della secrezione di serotonina, quindi del principale “antidoto” che abbiamo a disposizione contro l’ansia.

Esistono anche altri ormoni la cui secrezione, seppur indirettamente, è stimolata dalla presenza della vitamina D: l’ossitocina, detto anche ormone del piacere, riduce l’attivazione dei circuiti cerebrali che stimolano i meccanismi di paura, e la vasopressina, che ha un effetto di modulazione dei vasi sanguigni e che agisce indirettamente sulla situazione psiche.

L’alterata secrezione di questi ormoni può causare uno stato d’ansia cronico, che non si risolve fin quando non torniamo ad avere livelli adeguati di vitamina D nel sangue.

 

Come capire se siamo carenti di vitamina D

Il modo più semplice per capire se siamo di fronte ad una carenza di vitamina è effettuare delle analisi del sangue, prescrivibili dal medico di base.

Una dieta a basso contenuto di cibi di origine animale che, ricordiamo, contengono, a differenza dei vegetali, la forma attiva della vitamina D di cui abbiamo bisogno (vitamina D3), abbinata ad una bassa esposizione ai raggi solati, è un campanello d’allarme molto importante.

Vi sono, inoltre, gli altri sintomi legati alla carenza di vitamina D3: problemi ossei, respiratori come l’asma, pressione del sangue e glicemia costantemente elevati, sono segnali che non devono essere sottovalutati.

Per fortuna è possibile integrare la vitamina D con opportuni prodotti in commercio, che i nutrizionisti consigliano ormai da anni per contrastare questo fenomeno carenziale ormai diffusissimo in tutto il mondo occidentale. L’integrazione ha una durata limitata, e consente di riportare i livelli della vitamina ad uno stato ottimale, guarendo l’ansia cronica legata alla carenza.

Naturalmente, è importante notare che non tutti i disturbi d’ansia derivano dalla mancanza di vitamina D, quindi ci sono condizioni patologiche che, per essere risolte, necessitano di terapie d’altro tipo, farmacologiche e/o psicologiche.

Fonti: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24558199

 

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Internazionale Biolife S.r.l.

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