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Tribulus Terrestris per contrastare le infiammazioni del tratto urinario

Il Tribulus terrestris è un rimedio naturale utilizzato principalmente per risolvere problematiche che riguardano la funzionalità dell’apparato riproduttore maschile, in particolare quelle legate alla scarsa motilità o al basso numero di spermatozoi.

Si tratta di un rimedio naturale conosciuto fin dall’antichità, a causa della presenza di una saponina che ha mostrato questo effetto che, successivamente, è stato confermato scientificamente. Tuttavia, questo effetto più “famoso” del Tribulus non è l’unico: infatti, altri studi scientifici hanno notato come questa pianta abbia anche un’azione antibatterica, particolarmente utile in caso di infiammazioni del tratto urinario, ma anche di altri organi (come l’intestino oppure il fegato); ha anche una certa attività antifungina.

Tribulus terrestris come antimicrobico

L’attività antimicrobica è stata studiata su diverse specie batteriche, che comprendono Staphylococcus aureusBacillus subtilisBacillus cereusCorynebacterium diphtheriaeEscherichia coliProteus vulgarisSerratia marcescensSalmonella typhimuriumKlebsiella pneumoniae, e Pseudomonas aeruginosa, oltre al diffusissimo fungo Candida albicans.

L’attività antimicrobica è stata studiata partendo dall’estratto delle diverse parti del Tribulus e mettendolo a contatto con questi batteri in coltura (quindi i test sono stati fatti in vitro).

Tra gli estratti studiati ci sono gli estratti acquosi, gli estratti in etanolo (che si sono rivelati i più efficaci per questa attività) e gli estratti con il cloroformio; l’estratto è stato prodotto a partire da tutte le parti del Tribulus, quindi sia dalla struttura, sia dalle radici e anche dai frutti.

L’attività antimicrobica è stata confermata per la maggior parte delle specie batteriche, ma in generale era inibita (anche se in minor misura) anche la crescita degli altri batteri che sono stati testati. Il test in vitro ha quindi confermato chiaramente l’attività antimicrobica di questa pianta, che può essere utilizzata in vari tipi di infezione, anche se la sua efficacia non raggiunge quella di altri antimicrobici come la maggior parte degli antibiotici.

E allora perché è particolarmente utile nelle infezioni del tratto urinario, rispetto a tutti gli altri tipi di infezione?

Le infezioni del tratto urinario

Il tratto urinario è una delle parti del corpo più difficili da raggiungere da una molecola, perché per arrivare intatta nelle vie urinarie e in vescica è necessario che questa non venga modificata né dal fegato, che è l’organo preposto alla detossificazione, né dai reni, prima della discesa nelle vie urinarie. E’ anche il motivo per cui esistono antibiotici specifici per le infezioni delle vie urinarie.

Il Tribulus ha dimostrato negli studi relativi all’azione simil-testosteronica di essere in grado di “sopravvivere” al fegato, e questo fa arrivare i principi attivi immodificati all’interno dell’organismo.

Ma quali sono le sostanze che esplicano l’attività antimicrobica? Secondo i ricercatori che hanno studiato questa funzione si dividono in tre categorie:

  • Le saponine, che sono le sostanze attive anche nel mimare l’effetto del testosterone. Le saponine sono sostanze dall’attività antifungina e antibatterica documentate, e addirittura sono tossiche per alcuni animali come gli insetti, i parassiti e i pesci; alterano la tensione extracellulare, di fatto distruggendo la parete microbica ma non interagendo con le cellule umane.
  • I flavonoidi, sostanze che vengono prodotte dalle piante in seguito alla moltiplicazione microbica che rappresentano proprio il meccanismo di difesa delle piante da parte dei batteri. Nell’uomo sono utilizzati soprattutto come sostanze antiossidanti, per contrastare l’effetto dei radicali liberi, ma hanno naturalmente anche un’azione antimicrobica, e probabilmente l’efficacia del Tribulus dipende proprio da questa.
  • Gli alcaloidi, che sono di due tipi, hanno la capacità di interagire con il DNA batterico inibendo la moltiplicazione, e questo evita che il batterio possa preliferare.

Di queste tre sostanze, i ricercatori ipotizzano che l’attività battericida sia imputabile a tutte e tre, quindi che a differenza delle molecole antibiotiche ci siano più attività combinate che, nel complesso, portano all’effetto desiderato.

Naturalmente, per avere l’attività antimicrobica nelle vie urinarie c’è bisogno di un’estrazione tramite etanolo, che è il metodo che si è rivelato più efficace, per cui non è sufficiente mangiare la pianta ma sono necessari i principi attivi utili per l’attività antimicrobica, ed è per questo che il Tribulus deve essere correttamente trattato prima di poter essere utilizzato con questo scopo.

Il batterio contro cui l’attività è maggiore è E. coli, uno dei più comuni batteri che si riscontrano nelle infezioni alle vie urinarie, e il motivo per cui si indica questa pianta come rimedio antinfettivo.

Chiaramente, per massimizzare l’effetto è utile effettuare un antibiogramma, che serve a verificare che l’infezione in corso alle vie urinarie sia effettivamente sostenuta da batteri contro i quali il Tribulus ha un’attività; inoltre, bisogna ricordare che l’azione battericida è comunque inferiore a quella dei normali antibiotici, motivo per cui è importante usarli in associazione e, nel caso, utilizzare il Tribulus preferenzialmente nelle infezioni croniche delle vie urinarie, più che in quelle acute, soprattutto per evitare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, un problema particolarmente frequente nelle infezioni di lunga durata dell’apparato urinario.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2225498/

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Internazionale Biolife S.r.l.