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Tempo di incubazione dell’HPV e comparsa dei condilomi

I condilomi genitali sono le manifestazioni più importanti e più visibili dell’infezione da HPV, Human Papilloma virus. differenza di quanto accade con altre malattie virali come il raffreddore e l’influenza, ad esempio, i sintomi dell’infezione da Papilloma virus non compaiono subito.

Dal momento dell’infezione può passare molto tempo, anche mesi, prima che compaiano i condilomi, e non è nemmeno certo che questo succeda. Il virus, infatti, può rimanere latente, cioè non manifestarsi con alcun sintomo, anche per anni.

In questo articolo ci occupiamo dei tempi di incubazione dell’HPV, cioè del tempo che intercorre dalla trasmissione effettiva, che avviene per via venerea, all’eventuale manifestazione dei sintomi.

Il periodo di incubazione

Il periodo di incubazione, comune a tutte le malattie virali, è definito come il tempo che intercorre tra l’inizio dell’infezione e la manifestazione dei suoi sintomi. Per alcuni virus il tempo di incubazione si misura in ore, per altri in giorni, mentre per l’HPV il periodo può essere molto variabile. In alcuni casi i sintomi si presentano poco dopo l’infezione, in altri sono necessari alcuni anni.

Tuttavia è possibile stabilire un tempo medio di incubazione, compreso tra gli uno e gli otto mesi, nella maggior parte dei casi. Ciò è vero solamente per i ceppi del virus che causano i condilomi, non per quelli che sono completamente asintomatici.

Il virus sfrutta il tempo di incubazione per integrare il suo DNA nelle cellule umane. Oltre a ciò ci può essere anche un tempo di latenza, ovvero un periodo in cui il virus ha completato l’incubazione ed è anche infettante ma i segni non si vedono perchè il sistema immunitario del soggetto colpito è in grado di tenere a basa la sua replicazione. In questi casi la presenza del virus si può rilevare solo tramite test specifici come il PAP-test.

Se durante il tempo di incubazione la dose di virus presente nelle vie genitali è molto bassa e rende praticamente impossibile la trasmissione del virus, nel periodo di latenza esso è in grado di infettare altri soggetti.

Come determinare se il virus si trova nel periodo di incubazione o di latenza

Una volta scoperta l’infezione, è possibile sapere in quale dei due periodi si trova il virus?

Diciamo che una risposta netta è difficile da dare, perché le indagini diagnostiche attualmente a disposizione possono restituire falsi negativi, cioè potrebbero fallire nell’individuazione del virus, nonostante la sua presenza nell’organismo. In particolare, il PAP-Test, attualmente l’esame diagnostico più semplice e diffuso, può dare farsi negativi nel 20% dei casi.

Nel periodo di latenza, il PAP-Test è generalmente positivo, perché si basa sull’osservazione delle cellule della mucosa vaginale su cui il virus ha agito (se ha agito vuol dire che era infettante), mentre nel periodo di incubazione può fornire esito negativo. Un altro caso in cui può fornire esito negativo in soggetti infetti avviene quanto l’infezione viene tenuta sotto controllo per tanto tempo, facendo sì che il test si negativizzi, benchè se il virus si trovi ancora nel periodo di latenza.

In ogni caso, conoscere lo stadio in cui si trova il virus ha un’importanza relativa, in quanto anche si trovasse in fase di latenza al momento del test, bisogna tenere presente che il virus diventa infettivo in modo cicliclo, in base alle condizioni del sistema immunitario, prendendo forza nei momenti in cui esso è più debole, a causa di una malattia o a seguito di un periodo stressante.

 

Per evitare di trasmettere l’infezione, è sempre opportuno mantenere comportamenti sessuali responsabili. Per scongiurare la comparsa dei condilomi, invece, la soluzione migliore è stimolare il sistema immunitario con specifici integratori alimentari a base di AHCC. Il sistema immunitario è la principale arma di difese dell’organismo, in grado di progetterlo dalla replicazione virale. L’assunzione dell’integratore deve avvenire in particolar modo nei momenti in cui il sistema immunitario è più debole, per evitare, nel lungo periodo, il ritorno dei sintomi dell’infezione.

Lavorare sul sistema immunitario aiuta a tenere sotto controllo il virus, evitando la comparsa del condilomi e le loro recidive, molto frequenti. Poichè i test diagnostici ci restituiscono una fotografica dello stato in cui si trova il virus in quel momento, non è realistico pensare di poterne seguire l’evoluzione. Contro il Papilloma virus e i suoi effetti, l’azione più importante è la prevenzione.

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Internazionale Biolife S.r.l.