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Sclerosi sistemica: cos’è e quali sono gli integratori alimentari consigliati

La sclerosi sistemica, o sclerodermia, è una malattia cronica autoimmune che colpisce la cute, il tessuto connettivo degli organi ed i piccoli vasi sanguigni. Di natura generalizzata, i pazienti affetti da sclerosi sistemica subiscono una progressiva obliterazione (chiusura) dei piccoli vasi ed un processo di fibrosi della cute, causata dalla abnorme deposizione di collagene e matrice extracellulare da parte dei fibroblasti. Di norma la patologia è multisistemica, ma colpisce maggiormente organi come polmoni, cuore, sistema nervoso e apparato gastrointestinale, causando alterazioni vaso-motorie (fenomeno di Raynaud), ulcere, ipertensione e disregolazione dell’apparato digerente. La sclerosi sistemica può colpire a qualsiasi età, ma le donne tra 30 e 50 anni sono maggiormente affette; è considerata una malattia rara e la prognosi è infausta, perché la fibrosi degli organi interni e le disfunzioni vascolari portano ad una progressiva inefficienza di tutti gli organi.

La sclerosi sistemica è una malattia autoimmune e come tutte le malattie causate da deregolazioni immunitarie, le sue cause sono multifattoriali. Sono state ipotizzate relazioni con fattori ambientali, immunitari e genetici (non ancora dimostrati) o esposizione ad agenti microbici i cui antigeni potrebbero aver causato una reazione crociata. È stata dimostrata la presenza di anticorpi specifici dirette contro fattori che mediano la nascita di nuovi vasi e di anticorpi contro componenti cellulari. Il ritrovamento di specifici auto-anticorpi può aiutare a caratterizzate la malattia: ne esistono diverse varianti, alcune con maggiore interessamento cutaneo, altre in cui il polmone è colpito in maniera prevalente. A seconda degli organi e dei sistemi colpiti, la terapia può variare: la fibrosi polmonare viene trattata con immunosoppressori, l’ipertensione polmonare con inibitori dell’endotelina e fosdodiesterasi, il fenomeno di Raynaud e le ulcere cutanee con calcio-antagonisti. Considerato che la sclerosi sistemica colpisce numerosi organi, è facile comprendere come i pazienti affetti debbano assumere numerosi farmaci per controllare le manifestazioni sistemiche della patologia.

Sono in corso diverse ricerche per approfondire le cause della sclerodermia e per individuare trattamenti più efficaci. La malattia è conosciuta da decenni ed è stato osservato in molteplici ricerche che numerosi pazienti affetti presentavano insufficienze nutrizionali, come carenze vitaminiche e di microelementi. Le vitamine ed i minerali possiedono diverse proprietà biologiche necessarie al corretto funzionamento dell’organismo e la loro carenza può determinare stati patologici, oppure favorire l’insorgenza di malattie croniche: da qui, l’importanza di assumere dosi corrette di ogni micronutriente, specialmente di quelli con attività immunomodulante, come la vitamina D. Studi effettuati su una coorte di pazienti affetti da sclerosi sistemica hanno rivelato che la maggior parte (90%) presentava una insufficienza o una carenza di vitamina D, la quale è essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario ed ha attività cardioprotettiva. La carenza di vitamina D rappresentava, secondo gli autori dello studio, un indicatore della gravità della malattia: la concentrazione di vitamina D nel sangue era correlata ad una maggiore gravità delle manifestazioni cliniche (ipertensione polmonare, alterazioni cardiache, debolezza muscolare, difetti della conduzione nervosa).

Una malattia cronica come la sclerosi sistemica richiede attenzione all’alimentazione, perché chi ne soffre è maggiormente a rischio di malnutrizione, a causa delle problematiche che colpiscono il tratto gastrointestinale. Non esiste una dieta specifica per la sclerodermia, ma è fondamentale assicurarsi di assumere le corrette quantità di microelementi. Come accennato, la sclerodermia può manifestarsi in diversi modi ed i soggetti con un forte interessamento del tratto intestinale possono non essere in grado di assimilare correttamente i nutrienti: sotto consiglio del medico, è possibile assumere integratori vitaminici ed antiossidanti. Diversi studi hanno osservato che la sclerosi sistemica possiede un forte background ossidativo: l’infiammazione scatenata dall’attacco degli auto-anticorpi porta ad una maggiore produzione di specie reattive dell’ossigeno, che interessano in particolare l’endotelio ed i fibroblasti. Alcuni studi hanno identificato marker ossidativi che potrebbero aiutare nella gestione della patologia, specialmente nei pazienti affetti da una forma fibrotico-vascolare, ed hanno identificato una serie di integratori alimentari ed antiossidanti: tra questi troviamo l’estratto di tè verde (Camellia sinensis) che contiene epigallocatechina-3-gallato, la quale inibisce la formazione di radicali liberi dell’ossigeno, riduce la trascrizione di fattori proinfiammatori nei pazienti affetti (TGF-beta, Nrf2, NFkB e AP-1) ed ha una capacità antiossidante maggiore della vitamina C e della vitamina E. Anche l’estratto di un’erba cinese, la Ginkgo biloba, funziona da coadiuvante contro i radicali liberi, sopprimendo l’adesività endoteliale indotta dalle citochine infiammatorie (TNF-alfa) e risultando utile nella gestione del fenomeno di Raynaud, che dipende da alterazioni microvascolari.

Integratori di glucani attivi estratti dal fungo giapponese Lentinula edodes, chiamati AHCC (Active Hexose Correlated Compound), hanno dimostrato interessanti effetti antinfiammatori ed immunoregolatori, specialmente sulle cellule Natural Killer e sull’immunità innata, anche nei confronti di patologie sistemiche come le vasculiti. Sono quindi numerosi gli integratori (vitamina D, tè verde, AHCC) che hanno le potenzialità per supportare e coadiuvare le terapie farmacologiche, sia come antiossidanti che come immunoregolanti. Va tuttavia prestata particolare attenzione all’utilizzo di integratori antinfiammatori, perché spesso queste sostanze possiedono anche una attività immunomodulante o immunostimolante. Prima di intraprendere una integrazione, i pazienti affetti da sclerosi sistemica dovrebbero consultare il proprio medico per valutare l’opportunità di determinare il proprio profilo nutrizionale ed ossidativo e, se necessario, correggere le carenze con integratori alimentari specifici.

 

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4970639/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5042230/

https://sclero.org/scleroderma/treatments/alternative/supplements/a-to-z.html

https://www.hindawi.com/journals/mi/2014/389582/

 

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Internazionale Biolife S.r.l.

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