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Sclerosi multipla e vitamina D

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa a carattere autoimmune che colpisce la guaina mielinica delle fibre nervose del sistema nervoso centrale e periferico. Ampiamente diffusa in tutto il mondo, la sclerosi multipla può manifestarsi in un’ampia varietà di forme, segni e sintomi che comportano lo sviluppo, nel corso di decenni, di disabilità fisica e cognitiva. La distruzione progressiva, da parte del sistema immunitario, della mielina che riveste gli assoni causa la dispersione del segnale elettrico che viaggia lungo le fibre nervose ed il malfunzionamento dei muscoli, che si manifesta con sintomi quali tremori, debolezza, spasmi, incontinenza, atassia, neurite ed altri in base alla variante clinica. Nel mondo, circa 3 milioni di persone sono affette da sclerosi multipla, che causa una diminuzione dell’aspettativa di vita di 5-10 anni rispetto ai soggetti sani.

Le cause della sclerosi multipla non sono conosciute, ma si ipotizza una commistione di fattori genetici, infettivi ed ambientali; è probabile che in soggetti geneticamente predisposti l’infezione da parte di alcuni microrganismi scateni una cross-reazione anticorpale, diretta contro la guaina mielinica. È stato anche riscontrato un gradiente geografico che va da nord a sud nell’emisfero settentrionale e da sud a nord in quello meridionale: le popolazioni vicino all’Equatore sono meno colpite dalla malattia. È stato quindi ipotizzato che fattori come clima, esposizione solare e produzione di vitamina D possano concorrere alla comparsa della malattia, ma non annullano fattori che potrebbero essere predisponenti, come la genetica e l’ambiente.

Il ruolo della vitamina D (ovvero del suo metabolita plasmatico biologicamente attivo 25-OH-D) nella prevenzione e nel trattamento della sclerosi multipla è stato analizzato in diversi studi. La vitamina D è liposolubile e può essere assunta sia attraverso l’alimentazione, sia attraverso la produzione endogena che è catalizzata dalla radiazione solare. L’esposizione solare è il principale meccanismo di produzione di vitamina D la quale è coinvolta nel metabolismo del calcio, nell’integrità ossea e nella maturazione di alcune cellule del sistema immunitario. In particolare, la vitamina D riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie, la differenziazione dei linfociti T verso i sottotipi TH1 e TH17 e la capacità delle cellule B di produrre anticorpi e differenziare in plasmacellule (questa riduzione non deve suggerire un potenziale patologico, ma piuttosto un maggiore controllo sulla loro attività allo scopo di evitare derive autoimmuni).

Sui fattori di rischio ambientali della sclerosi multipla sono stati condotti studi osservazionali che hanno dimostrato che un’aumentata esposizione solare, una minore latitudine ed un alto consumo di olio di pesce ricco di vitamina D sono associati ad una riduzione del rischio. Gli effetti della vitamina D sul sistema immunitario, insieme alle evidenze geografiche che suggeriscono un ruolo della luce solare nella patologia, hanno spinto gli studiosi ad approfondire il coinvolgimento della vitamina D nella patogenesi di malattie autoimmuni e della sclerosi multipla.

Alcuni recenti studi supportano la tesi che l’esposizione a specifici fattori di rischio ambientali possa avere un ruolo nello sviluppo della malattia. Un’indagine condotta su 7 milioni di cittadini statunitensi ha evidenziato una riduzione del 40% del rischio di sviluppare sclerosi multipla ad ogni aumento del dosaggio di vitamina D; questo risultato era ancora più evidente nei soggetti minori di 20 anni. Altri studi, condotti su gruppi meno numerosi di soggetti affetti, hanno dimostrato che aumentare le dosi di vitamina D si associa ad una riduzione del rischio di ricadute e una riduzione delle lesioni rilevate alla risonanza magnetica encefalica. Altri studi però non hanno confermato tali risultati, motivo per il quale sono ancora in corso trial clinici randomizzati condotti su forme di sclerosi multipla remittenti/recidivanti per meglio valutare l’attività della vitamina D ed escludere un nesso di causalità inversa.

In modelli animali affetti da encefalomielite allergica sperimentale, una patologia molto simile alla sclerosi multipla ed indotta artificialmente, la supplementazione di vitamina D previene lo sviluppo della malattia o ne blocca la progressione, mentre l’avanzamento della patologia riprende se la somministrazione viene interrotta; questi risultati suggeriscono che la vitamina D potrebbe avere un forte potenziale nella prevenzione, mentre a patologia già in corso la supplementazione potrebbe essere meno significativa, pur sostenendo le condizioni fisiche del paziente ed influenzando le ricadute e l’accumulo di disabilità. La maggior parte dei casi di sclerosi multipla si manifesta nei giovani adulti e meno frequentemente nei bambini, per cui la prevenzione assume un’importanza cruciale.

Il mondo della ricerca scientifica è ormai concorde nel ritenere necessario supplementare la vitamina D nei pazienti affetti da sclerosi multipla, ma evitando dosi massicce, che possono provocare effetti avversi senza aumentare l’effetto benefico: le dosi da somministrare sono le stesse raccomandate per la popolazione sana o addirittura inferiori, secondo il parere di alcuni medici. I pazienti affetti da sclerosi multipla sono soggetti fragili, che rischiano di andare incontro a carenze di vitamine ed oligoelementi ed hanno quindi bisogno di prevenire qualsiasi insufficienza. Tra gli integratori necessari ci sono come già detto la vitamina D ma anche acidi grassi polinsaturi essenziali, vitamine A, C, B, K2 ed E, Omega-3, oligoelementi (selenio, zinco, ferro, rame), alfa e beta-glucani (contenuti in integratori come Kemolife), curcumina (effetto antinfiammatorio). Molti integratori dall’azione immunomodulante ed antinfiammatoria hanno un effetto coadiuvante sulla terapia seguita dal paziente, che quindi non va mai abbandonata.

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17179460

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23698130

https://n.neurology.org/content/79/3/261.long

https://onlinelibrary.ectrims-congress.eu/ectrims/2019/stockholm/279379/alberto.ascherio.ms.patients.should.be.advised.to.take.vitamin.d.for.ms.html

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC38839/

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/ana.22043

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Internazionale Biolife S.r.l.

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