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Rimedio naturale per migliorare la circolazione sanguigna

La circolazione sanguigna è un sistema di base per la nostra sopravvivenza. Il sangue è un tessuto che ha la funzione di trasportare ossigeno in tutto l’organismo, senza il quale la maggior parte degli organi non potrebbe funzionare.

Come per tutti gli altri tessuti, anche il sangue può subire dei danni, causati da un rallentamento della circolazione. Le cause del rallentamento possono essere molte e varie: si va da un ristagno del sangue in alcune parti del corpo (ad esempio a livello delle vene degli arti inferiori, fino a problematiche di risalita), alla bassa pressione sanguigna, che impedisce al sangue di avere la velocità necessaria per raggiungere tutti i distretti corporei. Inoltre ci possono essere degli ostacoli alla circolazione, che la rallentano, come nel caso degli emboli, che sono degli accumuli di materiale di vario genere che non si mescola al sangue, impedendo così il normale flusso e delle placche aterosclerotiche, rigonfiamenti interni dei vasi.

I problemi circolatori non portano solamente a sintomi di lieve entità, come la debolezza, difficoltà respiratorie e poca resistenza alla fatica, ma possono avere anche conseguenze gravi, fino ad esiti infausti, come in molti casi di infarto e ictus, patologie causate proprio dalle difficoltà circolatorie.

È per questo motivo che i problemi circolatori non devono mai essere sottovalutati, e necessitano di un attento monitoraggio.

Il rimedio che, più di ogni altro, migliora la circolazione è indubbiamente l’esercizio fisico che, se effettuato in modo costante, aiuta lo svolgimento delle funzioni dell’apparato circolatorio riducendo, nello stesso momento, tutti i fattori di rischio che potrebbero aggravare la situazione (come la presenza di micelle di grasso nei vasi sanguigni). Si può migliorare la circolazione in vari modi. Uno dei rimedi naturali più interessanti è l’assunzione della curcumina, principio attivo della curcuma.

Come agisce la curcuma sul miglioramento della circolazione

La radice di curcuma contiene un principio attivo, detto curcumina (il cui nome chimico è diferuloilmetano) che si è dimostrato essere in grado di prevenire l’aumento, correlato soprattutto all’avanzare dell’età, del rischio cardiovascolare. Precisamente, questo composto migliora l’emodinamica, ossia i movimenti del sangue all’interno dei vasi, in persone che fanno regolare attività fisica. Il miglioramento è stato misurato rispetto ai soggetti che, pur svolgendo regolare attività fisica, non assumono la curcuma.

La curcumina, a dose di 150 mg al giorno, utilizzata per otto settimane, ha mostrato di essere in grado di diminuire il post-carico ventricolare sinistro. In altre parole, fa diminuire la resistenza che si ha nel ventricolo sinistro (quello da cui il sangue esce per entrare nell’aorta e portare il sangue a tutto l’organismo), rendendo il sangue più fluido. In questo modo il cuore subisce una pressione minore e si affatica meno. La cucuma è utile anche per evitare che eventuali depositi possano ridurre il flusso cardiaco.

Dagli studi effettuati pare che la cucumina agisca sull’aggregazione piastrinica, che avverrebbe in misura minore nell’organismo di chi la assume rispetto al resto della popolazione.

Le piastrine, che si aggregano normalmente quando ci sono situazioni traumatiche, formano delle micro-aggregazioni anche in presenza di attività fisica, perché il movimento causa continuamente dei piccoli danni in tutto l’organismo, in particolare nei vasi che conducono ai muscoli. Parte delle piastrine aggregate riparano queste ferite ma, trattandosi di piccoli cumuli, ve ne sono alcuni che rimangono all’interno del sangue, aumentandone la densità. A lungo andare questi piccoli cumuli rallentano il flusso sanguigno, peggiorando così la circolazione generale.

Naturalmente, l’attività della curcuma è limitata, non si tratta di certo di un anticoagulante, tuttavia è utile nei casi in cui gli accumuli piastrinici siano di piccoli oppure per prevenirne la formazione.

Visto il particolare meccanismo d’azione, la curcuma ha in questo modo un’attività solamente se correlata all’attività sportiva, e comunque in assenza di patologie più gravi. In caso di aterosclerosi, per esempio, se la placca aterosclerotica si è già formata, non c’è modo di sfruttare la curcumina per rimuoverla.

La curcuma è un rimedio naturale utile solo in certe situazioni in cui la circolazione non è ancora gravemente compromessa e consente di ottenere dei risultati apprezzabili solo nel lungo periodo.

La curcumina può interagire con alcuni farmaci, pertanto prima di assumerla è sempre bene sentire il parere del proprio medico curante.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22421908

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Internazionale Biolife S.r.l.