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Possibili causa dell’ipocalcemia e correlazione con carenza di vitamina D

L’ipocalcemia è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza nel sangue di un quantitativo molto basso di calcio, inferiore alla norma, che può portare all’insorgenza di diverse malattie. Non sempre questa condizione è riconducibile ad una scarsa assunzione di calcio tramite l’alimentazione, anzi, la maggior parte delle volte la causa è da ricercare altrove.

L’organismo ha una grande riserva di calcio nelle ossa, a cui attinge per compensare il basso livello del minerale nel sangue. Tuttavia si tratta di un deposito non infinito, che può essere seriamente intaccato da uno stato carenziale molto prolungato, che causa appunto l’ipocalcemia.

 

Come viene gestito il calcio nell’organismo

Per comprendere le cause dell’ipocalcemia è necessario conoscere come il processo di gestione del calcio nell’organismo. Disfunzioni di questo delicato meccanismo possono causare un importante deficit del minerale.

Nel sangue la regolazione del calcio dipende da tre componenti: la vitamina D, che il corpo umano non è in grado di produrre e che assume dall’esterno, e due ormoni, la calcitonina e il paratormone, entrambi prodotti dalle ghiandole paratoriodi, che si trovano vicino alla tiroide e che regolano il metabolismo del calcio.

A far aumentare o diminuire il livello del calcio nel sangue intervengono proprio questi due ormoni: la calcitonina è deputata al suo innalzamento, attraverso il prelievo del minerale nelle ossa, che viene poi riversato nel sangue, mentre il paratormone ne regola diminuzione, che avviene attraverso il processo contrario, cioè con la fissazione del calcio sulle ossa.

La vitamina D3 contribuisce alla fissazione del calcio a livello osseo, e una sua mancanza determina un deficit di riserva del minerale. Un abbassamento del livello di calcio nel sangue, a quel punto, può avere importanti ripercussioni sulla salute.

 

Possibili cause di ipocalcemia

Le cause di ipocalcemia possono essere diverse, le principali sono:

  • ridotta assunzione per periodi molto prolungati (anche anni) di calcio, che a lungo andare ne causa un deficit a livello ematico;
  • carenza di vitamina D;
  • problemi alle ghiandole paratoriodi, che non consentono la corretta gestione del calcio all’interno del sangue;
  • assunzione di farmaci che impediscono l’assorbimento del calcio nel sangue;
  • specifiche patologie come l’insufficienza renale cronica, che possono interagire con il corretto metabolismo del minerale.

In particolari casi, dettati dall’assunzione di farmaci o dalla presenza di alcune patologie, il medico può prescrivere una terapia endovenosa di calcio.

L’ipocalcemia può verificarsi in presenza anche di altri sintomi, di cui il più frequente è certamente la carenza di vitamina D, che a sua volta può dipendere da due circostanze:

  • la vitamina D3, metabolicamente attiva, non viene assunta dagli alimenti di origine animale, magari a causa di un’alimentazione esclusivamente vegetale o quasi (i vegetali contengono solo la vitamina D2, la forma che necessita di essere attivata);
  • mancata esposizione al sole, che attiva la vitamina D2 trasformandola in D3.

In entrambi questi casi è importante non tanto agire aumentando la quantità di calcio assunto con l’alimentazione o assumendo integratori, quanto integrare la vitamina D3 attraverso specifici prodotti naturali.

La scelta dell’integratore di vitamina D è fondamentale. Non tutti i prodotti in commercio, infatti, contengono la forma metabolicamente attiva della vitamina D, cioè la D3.

La carenza di vitamina D, dunque, rappresenza la causa più frequente di ipocalcemia che, tuttavia, può essere diagnosticata attraverso le analisi del sangue e facilmente risolta con un integratore naturale come D3K1.

 

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Internazionale Biolife S.r.l.