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Melatonina per combattere l’insonnia

L’insonnia, causata da stress e altre distrazioni, è un disturbo del sonno, una parasonnia, che impedisce al soggetto di dormire nelle ore notturne, in cui il corpo avrebbe bisogno di riposare.

I meccanismi che inducono il sonno non sono ancora pienamente compresi dalla medicina che però è molto attenta nei confronti di questo disturbo, tanto da aver istituito, in vari Paesi, delle vere e proprie cliniche del sonno, specializzate nella cura dei casi più gravi. Per risolvere il disturbo nei casi più lievi, invece, si possono tentare due strade: il miglioramento ambientale, riguardante la vita in generale del soggetto, e l’assunzione di sostanze in grado di indurre il sonno. Per arrivare ad un risultato accettabile, spesso è opportuno percorrerle entrambe.

Le sostanze che aiutano a prendere sono di diverso tipo: si va dai farmaci opnotici, che modificano il funzionamento del sistema nervoso centrale, alle sostanze rilassanti come la camomilla, che diminuiscono leggermente l’attività cerebrale facilitando l’organismo ad entrare nello stato di sonno, fino alle sostanze che invece migliorano l’induzione naturale del sonno, come la melatonina.

Meccanismo di funzionamento della melatonina

La melatonina è un ormone prodotto naturalmente dall’organismo, nello specifico dalla ghiandola epifisi, in assenza di luce. L’integrazione dall’esterno aumenta la sua concentrazione ematica.

A partire dalla nascita e con il passare degli anni, il ciclo di produzione della melatonina acquisisce una certa regolarità, che porta l’essere umano ad addormentarsi e a svegliarsi più o meno sempre alla stessa ora: questo fenomeno si chiama ritmo circadiano.

Quando la produzione di melatonina è insufficiente, oppure è alterata per diversi motivi, può essere utile un’integrazione per via orale. La sostanza assunta avrà lo stesso effetto della melatonina autoprodotta, aiutando l’organismo ad addormentarsi.

Casi in cui la melatonina è utile per combattere l’insonnia

Non tutti i tipi di insonnia si possono combattere con la melatonina. Ad esempio, l’insonnia causata dal dolore, non ha nulla a che fare con un’alterazione della produzione dell’ormone e per questo non può essere risolta attraverso la sua assunzione.

I casi in cui l’insonnia è correlata ad un’alterata produzione endogena di melatonina sono, ad esempio:

  • situazioni che costringono a stare svegli durante la notte, come nel caso di un lavoro notturno. Specialmente nei primi periodi, il ciclo della melatonina è sfasato rispetto al normale e al mattino, giunta l’ora di coricarsi, la produzione cala mentre per consentire il sonno dovrebbe aumentare. Ecco che, in questi casi, l’integratore di melatonina può aiutare a prendere sonno.
  • jet-leg: situazione tipica in cui il ciclo della melatonina viene completamente invertito, a causa di viaggi molto lunghi. Il problema è quindi riconducibili ad una irregolare produzione di melatonina, quindi è risolvibile assumendo l’integratore.
  • situazioni particolarmente stressanti: lo stress può diminuire la produzione endogena di melatonina, che può essere sopperita da un’integrazione orale.
  • sonno irregolare, per motivi che non dipendono dalla volontà del soggetto: reperibilità notturna, presenza di neonati che si svegliano durante la notte, ecc…
  • situazioni in cui non si riesce a mantenere la condizione ambientale ideale per dormire: presenza di forti rumori, luci accese, temperature troppo basse o troppo alte, e altri fattori non dipendenti dalla volontà del soggetto, che possono influire in negativo sulla produzione di melatonina endogena. In questi casi l’integrazione favorisce l’addormentamento.

Tutti i casi riportati sono accomunati da un difetto di produzione endogena di melatonina, o da una sua irregolarità, ed è per questo che si possono risolvere in tutto o in parte con l’integrazione dall’esterno.

La melatonina deve essere assunta in modo continuativo per alcune settimane, per avere maggiore probabilità di ottenere l’effetto desiderato. Ricordiamo che non si tratta di un farmaco in grado di indurre il sonno nell’immediato, ma di una sostanza naturale che “abitua” l’organismo alla presenza della molecola, perchè esso possa poi produrla in modo autonomo.

In termini pratici, se la melatonina viene assunta ogni sera alle 22, poco prima di coricarsi, il cervello si abituerà alla sua presenza. Passate alcune settimane, quando ne verrà interrotta l’assunzione, alle 22 il cervello si aspetterà la melatonina che, non provenendo più dall’esterno, verrà prodotta in modo abbondante dall’epifisi, senza più bisogno di ricorrere all’integratore, salvo che il disturbo non si ripresenti.

 

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Internazionale Biolife S.r.l.