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Melatonina e menopausa

La menopausa rappresenta un evento fisiologico nella vita di ogni donna. Si tratta di una fase legata all’esaurimento degli ovociti presenti, fin dalla nascita, nella donna e che porta ad alcune modifiche fisiologiche che comportano l’insorgenza di sintomi che peggiorano la qualità di vista del soggetto.

Le sue manifestazioni sono legate ad una modifica ormonale, che cambia la secrezione degli ormoni ovarici e, di conseguenza, quella degli ormoni ipofisari.

Migliorare il proprio stile di vita e smettere di fumare sono due degli accorgimenti da mettere subito in atto per contrastare gli effetti negativi della menopausa, oltre all’assunzione di specifiche terapie ormonali.

In tutto ciò la melatonina ha un ruolo molto importante, come dimostrato da numerosi studi scientifici.

La melatonina in menopausa

La melatonina in menopausa modifica la secrezione degli ormoni in base ai ritmi circadiani. Le ghiandole del nostro organismo sono collegate, nella secrezione ormonale, ai ritmi sonno/veglia, che vengono proprio modificati dalla melatonina: la ghiandola pineale, o epifisi, secerne questo ormone maggiormente durante la notte, in relazione alla luce che viene captata dai nostri occhi.

Se il livello di melatonina basale, cioè la melatonina sempre in circolo nel sangue, è basso, l’assunzione dall’esterno è utile per aumentarla, andando così a modificare i ritmi giornalieri della secrezione.

Tutti i sintomi della menopausa, dalle vampate di calore alla depressione, passando per i disturbi del sonno e i problemi a lungo termine come quelli urinari, riproduttivi (di libido) e delle ossa, sono direttamente connessi a squilibri ormonali.

L’assunzione, in dosi sufficienti e ad orari ben precisi che “ricalcano” le secrezioni fisiologiche, riescono a modificare la secrezione degli ormoni, e in questo modo a ridurre i sintomi relativi alla menopausa.

Gli studi effettuati hanno mostrato vari miglioramenti in relazione all’assunzione di melatonina sia in menopausa che in pre-menopausa. Precisamente:

  • gli effetti negativi degli ormoni riproduttivi, in particolare FSH ed LH, sono diminuiti, in particolare per le donne più giovani (in menopausa) che si sono sottoposte allo studio. Poiché questa fase della vita è caratterizzata da picchi ormonali, che causano sintomi specifici tra cui la depressione, una diminuzione costante permette di migliorare la qualità della vita;
  • anche gli effetti degli ormoni tiroidei sono modificati, in particolare con un aumento significativo della produzione da parte della ghiandola tiroide. Il sintomo classicamente correlato con gli ormoni tiroidei sono le vampate di calore, legate ad un meccanismo di termoregolazione (di cui si occupano proprio questi ormoni) non ottimale. L’aumento degli ormoni tiroidei per stimolazione da parte della melatonina (piuttosto che per iniezione diretta) porta ad un miglioramento generale da questo punto di vista.
  • La maggior parte delle donne trattate con melatonina ha avuto un significativo aumento dello stato dell’umore, contrastando la depressione spesso presente in questa fase della vita. Non è chiaro il motivo per cui questo si verifichi, ma poiché la melatonina è correlata, e viene consigliata, proprio nella depressione, il meccanismo che sta alla base di questo miglioramento potrebbe essere lo stesso.

Bisogna inoltre ricordare che nelle donne ma anche nell’uomo è stata mostrata una diminuzione costante di secrezione di melatonina con l’avanzare dell’età, una diminuzione correlata con varie patologie ma, più in generale, con gli effetti dell’invecchiamento.

Questo significa che assumere un integratore di melatonina in questa fase della vita aiuta a contrastare  i sintomi tipici dell’invecchiamento, e in particolare i suoi effetti a lungo termine, come l’osteoporosi. Il ricordo alla melatonina permette alla donna di migliorare la propria qualità di vita in un periodo non semplice da affrontare.

La secrezione deve essere tuttavia continuativa e costante nel tempo, e non può essere limitata ad un solo periodo, magari breve, perché l’effetto si evidenzia sul lungo periodo. Gli studi, infatti, sono stati effettuati nell’arco di diversi mesi, a diversi dosaggi. L’interruzione dell’assunzione, inoltre, porta l’organismo a riprendere il normale ciclo secretorio, caratterizzato da bassi livelli di ormone, per questo è importante continuare la terapia nel tempo.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=pierpaoli+melatonine+woman

 

Author Info

Internazionale Biolife S.r.l.

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