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Melatonina e malattie oncologiche

Un’area del nostro cervello chiamata epifisi produce una sostanza naturale molto interessante e sopratutto importante per il nostro organismo. Si tratta della melatonina, che viene prodotta costantemente ed è in grado di stimolare il sonno, fungendo da “regolatore” del ciclo sonno-veglia. La melatonina, che può essere facilmente estratta anche dalle piante, è una delle molecole che suscita maggiormente l’attenzione degli esperti del settore per le sue spiccate qualità, tra cui anche quella di “sostegno” concreto per il trattamento del cancro.

Prima di spiegare quali sono le funzioni della melatonina rispetto al trattamento delle malattie oncologiche, è bene specificare che la sola melatonina non può in alcun modo sconfiggere una malattia così importante e, soprattutto complessa, come un tumore. Pertanto non si deve considerare in alcun modo questa molecola naturale come “soluzione alternativa” alle terapia tradizionali, e non si deve dar credito a chi sostiene di poter curare il cancro prescindendo da esse: la melatonina, come qualunque altro integratore naturale, non può sostituire i farmaci chemioterapici, ma può essere un utile coadiuvante nella battaglia contro la patologia.

 

Come agisce sul tumore

Mentre funge da stimolante per il sonno, la melatonina modifica alcuni meccanismi fisiologici. Ad esempio, sembra che questa sostanza naturale risulti particolarmente incisiva sui recettori di alcune cellule su cui si conosce ancora molto poco. Uno di questi recettori è stato individuato nel 2011: si tratta dell’MDM2, e gli studi hanno dimostrato che effettivamente la melatonina è capace di agire con efficacia su questo recettore, che a sua volta va ad abbassare le difese delle cellule neoplastiche.

In realtà questo effetto non è affatto sconosciuto a chi studia da tempo i recettori cellulari.  In questo caso l’effetto si chiama “pro-apoptotico”: in breve, i recettori stimolati dalla melatonina spingono le cellule tumorali all’autodistruzione. Un effetto noto, come dicevamo, perchè è praticamente lo stesso meccanismo che riscontriamo nei denti da latte dei bambini, che ad un certo punto cadono spontaneamente: il motivo è la “morte” delle cellule che mantenevano legati i denti da latte alla gengive. E lo stesso vale anche per l’ovulazione femminile, dato che le cellule che circondano il follicolo ovarico subiscono gli stimoli determinati dagli ormoni e vengono pertanto spinte all’autodistruzione, con conseguente caduta del follicolo all’interno delle tube.

La melatonina ha un meccanismo di azione similare: favorisce l’autodistruzione della cellula neoplastica. Ma basta davvero questo per bloccare l’avanzata del tumore? Ovviamente no, dato che la melatonina non può arrestare il progredire del cancro, anche perchè le cellule tumorali sono alterate rispetto a quelle normali e sfuggono al controllo dell’organismo. Tuttavia, la melatonina può comunque risultare importante: il suo utilizzo può consentire alle terapie tradizionali basate su farmaci chemioterapici di indebolire le difese delle cellule nepolastiche, aumentando quindi l’efficacia del trattamento.

Va precisato che questa azione di supporto da parte della melatonina è stata riscontrata solo su una linea di cellule tumorali. Pertanto, almeno allo stato attuale, non si è in grado di definire se l’effetto benefico sia il medesimo per tutte le tipologie di tumore. In ogni caso, la melatonina va assunta in modo continuativo.

 

L’effetto combinato con la vitamina D3

Esistono anche dei modi per rendere ancora più efficace l’assunzione della melatonina. Uno di questi è accompagnarla con la vitamina D3, nota anche come colecalciferolo. Diversi studi hanno dimostrato come essa riesca ad agire in perfetta sinergia con la melatonina, aumentando l’efficacia del trattamento: l’importante è ricordare sempre che non si tratta di una terapia che va a sostituire quelle tradizionali, ma piuttosto di un supporto ad esse.

 

Come ottenere il massimo effetto dalla melatonina

Per far sì che l’assunzione della melatonina possa risultare pienamente efficace, è bene tenere a mente alcuni dettagli che possono sembrare secondari ma che invece hanno la loro importanza. Prima di tutto, va rispettato il ciclo sonno-veglia, ed è per questo che il consiglio è sempre quello di assumere la melatonina nelle ore serali, subito prima di coricarsi: in questo modo si va a potenziare quell’effetto immuno-stimolante che può giocare un ruolo decisivo nel miglioramento delle condizioni del paziente.

Un’altra ipotesi, che trova l’appoggio di alcuni medici, è che per essere più “performante” la melatonina deve essere assunta prima di cominciare la terapia tradizionale basata su farmaci chemioterapici: l’idea è che seguendo questo “iter” si vada ad indebolire notevolmente le difese della cellula neoplastica, facilitando l’azione dettata dalla terapia standard.

 

Fonti: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21091766

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Internazionale Biolife S.r.l.