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L’ossido nitrico migliora la perfusione dei capillari

Uno dei fenomeni di cui tutti siamo testimoni, specialmente durante la stagione fredda, sono le mani e i piedi freddi. Questo meccanismo, che in soggetti sani si risolve in pochi minuti, rappresenta una reazione fisiologica dell’organismo ad un temperatura esterna troppo bassa, che si esplicita nella tendenza a trattenere il sangue a livello degli organi interni per evitare che la loro temperatura possa abbassarsi troppo, mettendo a rischio la vita.

Se questo fenomeno si verifica solo in inverno, è da considerarsi normale. Alcuni soggetti, invece, hanno continuamente le mani e i piedi freddi, accompagnati da una serie di sintomi quali: mucose (come quelle delle labbra) molto chiare, difficoltà di fare alcuni movimenti, e una stanchezza costante con eventuali difficoltà respiratorie.

Questi sintomi possono essere dovuti ad una vasocostrizione periferica, ovvero una diminuzione del diametro dei vasi, in particolari di quelli più piccoli come i capillari, che non consentono al sangue di giungere nelle parti più periferiche del corpo, come alle mani e ai piedi. A lungo andare, questo fenomeno può portare problemi di sensibilità, problemi alla pelle, gonfiore degli arti per accumulo di liquidi, necrosi di parti delle dita e, nei casi più gravi, la perdita della funzionalità degli arti.

Naturalmente, le conseguenze più gravi si verificano solo in condizioni estreme (ad esempio nella neve).  ma è molto frequente la perdata di sensibilità delle dita, se il problema non viene adeguatamente trattato.

La vasocostrizione periferica

La vasocostrizione periferica è un meccanismo fisiologico che avviene in conseguenza di alcuni stimoli specifici, che vanno dal freddo al processo digestivo che segue un pasto, quando il sangue viene convogliato principalmente nell’apparato digerente.

La vasocostrizione è controllata principalmente dal sistema nervoso che, in base agli stimoli esterni, fa dilatare o restringere i vasi periferici. Un meccanismo che solitamente funziona bene per tutta la vita ma che, in certi casi, può “incepparsi”, per cause  di natura diversa, e diventare meno efficiente, così che i capillari periferici rimangono di diametro inferiore al normale.

Il problema può dipendere sia da malattie vascolari, sia da problemi di natura nervosa, che impediscono ai segnali relativi alla dilatazione di giungere correttamente ai capillari. Così facendo i capillari rimangono più piccoli del solito, e questo porta ad un minor afflusso di sangue e ad un minor ricambio di sostanze nutritive in quella parte del corpo che, a lungo andare, determina i sintomi sopra descritti.

Come intervenire in caso di formicolio diffuso o arti freddi per lunghi periodi di tempo?  Le soluzioni si possono distunguere in due categorie, fisiche e chimiche,  ovvero basate su sostanze che stimolino la dilatazione periferica.

I metodi fisici

I metodi fisici per la vasodilatazione si basano su due tecniche principali, l’utilizzo della temperatura e quello della pressione.

E’ indicato l’utilizzo della pressione quando la costrizione causa un accumulo di sangue prima della stessa, e ciò può provocare un accumulo di liquidi al termine degli arti (di solito  a livello delle gambe). L’effetto si ottiene con gambaletti e calze su misura, da utilizzare solo nel caso di ristagno di liquidi, per favorirne la processione nel letto vascolare.

La temperatura, invece, si usa per mantenere al caldo le parti periferiche. La procedura è praticabile solo in alcune parti del corpo (mani, piedi) ma non in altre, e comunque è limitata a casi specifici.

I metodi farmacologici

I metodi farmacologici per evitare la costrizione vasale periferica si basano sull’utilizzo di molecole che stimolino la vasodilatazione e che si distinguono in due categorie:

  • farmaci antipertensivi che hanno un effetto molto potente e vengono somministrati sotto stretto controllo medico, per regolare la pressione di tutto l’organismo;
  • molecole vasodilatatrici che agiscono in particolare sui capillari, come l’ossido nitrico.

L’ossido nitrico è un mediatore chimico, prodotto naturalmente dall’organismo, che ha azione vasodilatativa sui capillari periferici ed è in grado, da solo, di risolvere il problema della vasocostrizione periferica, anche se a fronte di un’assunzione piuttosto prolungata. Quando il sistema nervoso segnala ai vasi di allargarsi, lo fa producendo l’ossido nitrico, che stimola la dilatazione. Questo meccanismo può interrompersi sia perché il sistema nervoso non invia stimoli adeguati, sia perché la produzione di ossido nitrico non è sufficiente.

In questi casi l’ossido nitrico può essere integrato per via orale, affinchè i vasi periferici si dilatino normalmente. Può essere assunto sotto forma di integratore alimentare anche per lungo periodo perchè, a differenza dei farmaci antipertensivi, non stimolano meccanismi che portano ad una dilatazione grave, con conseguente eccessiva diminuzione della pressione che causa lo svenimento da shock ipovolemico.

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Internazionale Biolife S.r.l.