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Integratori alimentari nelle malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni sono un gruppo di patologie ad eziogenesi sconosciuta caratterizzate da un attacco del sistema immunitario contro le strutture proprie dell’organismo. Per queste malattie non esiste una terapia, pertanto i pazienti vengono trattati principalmente con farmaci antifiammatori steroidei oppure FANS a dosaggi piuttosto elevati. Gli antinfiammatori dovrebbero essere usati con parsimonia, in quanto, a lungo termine, possono causare numerosi effetti collateriali anche di grave entità.

È il motivo per cui, a parte nei momenti in cui le ricadute causano maggior dolore, è opportuno sostituire o integrare i medicinali con una serie di prodotti naturali che, con meccanismi d’azione diversi, hanno mostrato un’attività che porta benefici in presenza di malattie ad origine autoimmune.

Proponiamo una lista di integrazioni utili nelle malattie autoimmuni. Da notare che si tratta di integrazioni molto diverse tra loro, con meccanismi di funzionamento differenti che, quindi, non si escludono a vicenda: a seconda della patologia e del sito di attacco del sistema immunitario, possono essere combinati e associati, anche in base al parere del medico, alle terapie farmacologiche tradizionali.

  • Omega 3: si tratta di una famiglia di acidi grassi dei quali, per le malattie autoimmuni, l’acido Eicosapentaenoico o EPA rappresenta la forma più importante. Si trova nel grasso di pesce (o di alcuni crostacei), e può essere assunto come integrazione alimentare. È precursore di particolari molecole che hanno un’azione antinfiammatoria che riduce l’attività del sistema immunitario, alleviando così il dolore e riducendo i sintomi della malattia. Deve essere assunto nei giusti dosaggi, e rappresenta una delle integrazioni migliori che possiamo assumere in presenza di malattie autoimmuni.
  • Vitamina E: questa vitamina si caratterizza per un effetto antiossidante che permette la perossidazione dei lipidi. Se, infatti, gli acidi grassi omega-3 sono utili per ridurre l’infiammazione, è importante evitare che la loro azione sia controbilanciata dalla presenza degli acidi grassi che, invece, stimolano l’infiammazione (funzionando come precursore degli eicosanoidi proinfiammatori, sostanze che modulano in positivo la comparsa dell’infiammazione). La presenza della vitamina E è utile per supportare al meglio l’azione degli acidi grassi Omega-3, in modo da massimizzarne l’effetto. Spesso Vitamina E ed Omega 3 vengono proposti come un’unica integrazione.
  • AHCC: si tratta di un derivato fungino che ha mostrato benefici proprio nelle diverse malattie autoimmuni. Il suo meccanismo d’azione si basa sulla stimolazione dell’immunità aspecifica, in particolare della proliferazione dei Linfociti Natural Killer, che proteggono l’organismo da minacce generiche. Questo effetto, oltre a proteggere l’organismo, causa un funzionamento ridotto dell’immunità specifica di cui fanno parte anche i linfociti che, erroneamente, attaccano il sistema immunitario. In questo modo si riducono i sintomi, e migliora la gestione della patologia.
  • Vitamina D: La carenza di vitamina D è una delle cause che è stata indicata come importante nello sviluppo delle malattie autoimmuni. Si tratta di una carenza nutrizionale che colpisce (in modo asintomatico) la maggior parte della popolazione, a causa dello scarso consumo di cibi che la contengono e della scarsa esposizione al sole, che la attiva. Nelle malattie autoimmuni la somministrazione di vitamina D non solo migliora nell’immediato i sintomi, evitando il malessere e l’affaticamento, nonché il dolore, tipico delle malattie autoimmuni, ma aiuta anche nel lungo periodo: somministrazioni prolungate per almeno un anno hanno portato ad una riduzione permanente dei lifociti circolanti, con sensibile riduzione anche di recidive.
  • Vitamina C: le infiammazioni provocano danni agli organi e agli apparati dell’organismo a causa dello stress ossidativo. E’ per questo motivo che, in presenza di qualunque forma di infiammazione, dalle malattie infettive a quelle autoimmuni, integrare una sostanza antiossidante come la vitamina C risulta in generale utile per ridurre la sintomatologia. L’effetto è immediato ed evita che lo stress ossidativo possa causare danni ulteriori, preservando così la corretta funzionalità degli organi e riducendo il dolore percepito. Non solo: la vitamina C non causa sovradosaggio poichè, se assunta in dosi eccessive, viene semplicemente eliminata con le urine, pertanto si tratta di un’integrazione priva di rischi, che può solo portare benefici all’organismo.
  • Selenio: il selenio è un integratore particolarmente utile nelle malattie autoimmuni. Si tratta di un minerale che, se carente, non permette di controllare correttamente l’attività di produzione degli anticorpi da parte dei globuli bianchi: questo provoca un eccesso di produzione che causa un aumento dell’infiammazione. Questo fenomeno è stato dimostrato principalmente in una malattia autoimmune specifica, la Tiroidite di Hashimoto, nella quale gli anticorpi attaccano la tiroide. I risultati migliori si ottengono con l’iniezione di selenio direttamente nel circolo sanguigno, tuttavia anche la somministrazione per via orale può portare benefici.

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Internazionale Biolife S.r.l.

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