Select Your Style

Choose your layout

Color scheme

Efficacia dell’integrazione di vitamina D nei pazienti affetti da HIV

A differenza di altre malattie virali, nell’HIV a danneggiare l’organismo non è il virus ma dei patogeni opportunisti che riescono a penetrare le difese immunitarie dell’organismo rese deboli dall’infezione.

La terapia per l’HIV è multifattoriale: comprende farmaci antiretrovirali, che agiscono direttamente sul virus ma anche altre sostanze, come l’AHCC, che agisce direttamente sul sistema immunitario e la vitamina D.

 

La vitamina D si riduce in presenza di virus HIV

Gli studi che riguardano gli effetti della vitamina D sui pazienti affetti da HIV parte dall’osservazione di alcuni soggetti che, oltre al virus, presentano anche una carenza non casuale di vitamina D. Essa infatti sarebbe indotta dall’infezione virale, in quanto l’utilizzo ciclico di farmaci antiretrovirali, per meccanismi ancora al vaglio degli studiosi, sarebbe strettamente correlato alla carenza di vitamina D.  Quando l’infezione diventa più forte, il livello di vitamina D cala e aumentano al contempo sintomi come la mialgia e dolore alle ossa. Inoltre, i soggetti con l’HIV, probabilmente per la mancanza di vitamina D, subiscono una demineralizzazione ossea più veloce, tanto da essere soggetti ad osteoporosi precoce.

Queste informazioni di base, valutate nel corso degli anni e dei diversi studi, hanno mostrato come la vitamina D sia un’importante integrazione nei pazienti affetti dal virus. Oltre ad una regolare esposizione solare, è quindi opportuno assumere un integratore specifico come D3K1, in grado di ristabilire i livelli ottimali di vitamina D nell’organismo, evitando l’insorgere di patologie associate alla sua carenza.

 

La vitamina D diminuisce la velocità di replicazione del virus

Le informazioni sopra riportate sembrerebbero far pensare che il virus, replicandosi, lasci un “vuoto” di vitamina D da colmare con l’integrazione. Quindi sarebbe il virus a causare la carenza di vitamina D, con la vitamina che avrebbe un ruolo esclusivamente passivo nella patogenesi.

Da studi effettuati nel 2017 sembra invece che non sia così e che, anzi, la vitamina D abbia un ruolo attivo nel rallentare la replicazione virale: si tratta di una scoperta che, se confermata anche in futuro, renderebbe molto più importante il ruolo di questa vitamina nel trattamento della patologia, soprattutto perché non avrebbe solo il ruolo di integratore ma di una vera e propria terapia contro la replicazione del virus.

In particolare, è stato dimostrato che la carenza di vitamina D abbassa la funzionalità delle statine, farmaci che vengono somministrati per inibire la sintesi del colesterolo. Poiché il colesterolo è la base per gli ormoni steroidei, che sono immunosoppressori, ridurne la sintesi permette di evitare l’indebolimento del sistema immunitario, che comporta una riduzione dell’attività dei globuli bianchi (cosa che già fa il virus).

Se la vitamina D, per un meccanismo ancora incompreso, permette di aumentare l’efficacia dei farmaci, il sistema immunitario rimane più competente nonostante il virus, e ciò consente di diminuire la velocità di replicazione virale nell’organismo del malato.

Aggiungere quindi la vitamina D al coctail di farmaci contro l’HIV ha una doppia funzione: da un lato, evita le patologie legate alla sua carenza, tipica delle persone infette, mentre dall’altro consente, per un meccanismo piuttosto complesso, un’interazione con i farmaci che rallenta la replicazione del virus, grazie al contributo del sistema immunitario.

Gli studi hanno preso in esame la forma più attiva della vitamina D, la D3, che risulta essere quella più indicata contro il virus HIV. Considerando che le altre forme di questa vitamina (in particolare la D2), sono meno efficaci per supportare i normali processi dell’organismo, come ad esempio il metabolismo del calcio, e che non sono state valutate dagli studi, risulta fondamentale fare uso solo di integratori di D3 per ottenere il massimo vantaggio.

 

Fonti:

– Hileman CO et al. Baseline vitamin D deficiency decreases the effectiveness of statins in HIV-infected adults on antiretroviral therapy. J Acquir Immune Defic Syndr, advance online publication, January 2017

– Calza L et al. Significant association between statin-associated myalgia and vitamin-D deficiency among treated HIV-infected patients. AIDS, advance online publication, January 2017.

Author Info

Internazionale Biolife S.r.l.

WhatsApp chat