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Combattere la calcolosi renale con la curcumina

La curcumina è uno dei composti più interessanti che la natura ci ha messo a disposizione per curare l’organismo in modo naturale. Si tratta di un principio attivo contenuto nella radice di curcuma, che si può assimilare cibandosi della radice stessa (che si trova in commercio sotto forma di polvere essiccata), sia bevendo un infuso, in cui la curcumina viene disciolta in acqua.

Tra gli effetti benefici della curcuma ci sarebbe anche la capacità di migliorare le situazioni di calcolosi renale. Se nei reni o nelle vie urinarie si formano dei calcoli, questo composto può contribuire al loro scioglimento o, comunque, a fare in modo che non accrescano, evitando così il ricorso ad un intervento chirurgico per la loro rimozione.

 

Perchè si formano i calcoli

Il calcolo è una struttura minerale, molto simile ad un sasso. Ne esistono di composizione diversa, dai calcoli di struvite a quelli più comuni di ossalato, passando per i calcoli formati da cristalli di urati. La differenza tra i vari tipi di calcolo sta nella composizione chimica: se la struvite è costituita prevalentemente da fosforo, ammonio e magnesio, l’ossalato è composto principalmente da calcio e acido ossalico. I cristalli di ossalato sono i più frequenti nell’uomo, e sono quelli su cui è in grado di agire la curcumina.

I cristalli iniziano a formarsi quando nell’ultrafiltrato, il liquido precursore dell’urina, o nell’urina stessa, si forma il cosiddetto nucleo di calcificazione, che di solito è costituito da cellule di desquamazione delle pareti degli organi. In presenza di un’infiammazione alcune cellule si staccano e si aggregano formando un nucleo su cui iniziano a depositarsi i minerali.

La concentrazione urinaria delle componenti che formano il calcolo, come il calcio, e la presenza di uno specifico grado di acidità (che varia da calcolo a calcolo), favoriscono la deposizione dei minerali, normalmente disciolti, sul nucleo di calcificazione. La presenza di un calcolo crea un ostacolo al flusso urinario che viene rallentato, fornendo più tempo alla deposizione dei minerali e facendo sì che il calcolo si ingrandisca sempre più.

I calcoli di struvite sono semplici da eliminare con l’alimentazione, mentre i calcoli di ossalato possono richiedere un trattamento più complesso nel caso in cui superino una certa dimensione, e necessitino di un intervento chirurgico.

 

Come agisce la curcuma sui calcoli renali

La curcuma è indicata per il trattamento dei calcoli di ossalato. La sua azione si svolge non tanto sul calcolo già formato quanto sui calcoli più piccoli, evitando che si vadano a depositare su quello principale, accrescendone le dimensioni. La curcumina può quindi essere assunta con funzione preventiva dai soggetti che in passato hanno sofferto di calcolosi renale.

Si tratta di un composto particolarmente reattivo, in grado di interagire con una grande varietà di molecole. Una di queste è l’acido ossalico, una componente dei calcoli di ossalato insieme al calcio, che forma l’urolita. Il fatto che la curcumina riesca a legarsi a questa molecola fa sì che si venga a creare un composto diverso, incapace di depositarsi sul calcolo. Il composto così creato viene eliminato con l’urina.

Gli effetti antiossidanti della curcumina permettono di agire anche alla fonte del problema: il nucleo di calcificazione, la base per la formazione del calcolo renale, si forma generalmente a causa di un’infiammazione con conseguente desquamazione cellulare. Agendo direttamente sulla desquamazione, quindi, si riesce ad evitare che questa possa favorire il deposito dei minerali, sfavorendo la crescita del calcolo. In uno studio scientifico effettuato su animali da laboratorio nei quali i calcoli erano stati indotti sperimentalmente, si è verificata una riduzione di circa il 60% di danno tubulare renale, che favorisce la formazione dei calcoli, attribuibile all’assunzione di curcumina.

Naturalmente è importante ribadire che la curcumina si è mostrata efficace a scopo preventivo solo per i calcoli renali di ossalato e a scopo terapeutico solo per quanto riguarda la limitazione dell’accrescimento degli stessi.  Non ci sono invece evidenze scientifiche che provino un effetto benefico sulla riduzione dei calcoli renali, allo stato attuale impossibile da ottenere anche farmacologicamente. Un calcolo già formato, che provoca dolore ed altri sintomi, richiede una tempestiva rimozione chirurgica, per impedire l’aggravarsi del quadro clinico del paziente.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3111700/

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Internazionale Biolife S.r.l.