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Coadiuvante della terapia farmacologica per la sindrome di Sjorgen

La Sindrome di Sjorgen è una una malattia di natura infiammatoria, non molto comune, di origine autoimmunitaria, in cui l’organismo, per motivi tuttora sconosciuti, attacca se stesso.

Come per le altre malattie di origine autoimmune, la medicina utilizza terapie immunosoppressive, che possono causare importanti effetti collaterali.

In questo articolo andremo ad approfondire le caratteristiche della malattia e le possibilità di trattamento con terapie naturali.

Cos’è la Sindrome di Sjorgen

Nella sindrome di Sjorgen il sistema immunitario dell’organismo inizia a colpire parti dell’organismo stesso, concentrandosi in particolare sulle ghiandole. Si tratta di una situazione simile a quelle di altre patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico, dalle quali si differenzia  per le strutture che vengono colpite.

Si distinguono due tipologie di sindrome di Sjorgen:

  •  sindrome di Sjorgen primaria, in cui il sistema immunitario attacca principalmente due strutture, le ghiandole salivari e le ghiandole lacrimali. La bocca e gli occhi, in questa condizione, rimangono costantemente secchi;
  • sindrome di Sjorgen secondaria, in cui vengono colpite altre parti dell’organismo. È una forma più gravi perché ad essere interessato è generalmente il tessuto connettivo. E poiché questo tessuto si trova nella maggior parte dell’organismo, la sindrome dà origine ad una grande varietà di sintomi, che tra l’altro possono rendere la diagnosi molto difficile rispetto alla forma primaria.

La rarità della malattia rende complicata la diagnosi; spesso i medici la confondono con altre patologie, instaurando terapie non adeguate. Il mancato trattamento nelle fasi iniziali della malattia, può aggravare la situazione. Inoltre, i trattamenti farmacologici attualmente a disposizione sono pochi. Per questo la terapia, specie nel breve termine, può essere complessa.

Ai pazienti vengono prescritti farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, andando ad agire sulla “catena infiammatoria”, che causa i sintomi. In questo modo il paziente ottiene un’attenuazione delle manifestazioni della malattia. Purtroppo il non avere a disposizione una terapia specifica per la sindrome di Sjorgen significa dover assumere immunosoppressori per lunghi periodi, mettendo a rischio l’organismo di contrarre altre patologie.

I rimedi naturali per la sindrome di Sjorgen

La terapia della malattia è sintomatica perchè, in base alle conoscenze scientifiche attuali, non è possibile ottenere una guarigione della sindrome di Sjorgen.

Al trattamento farmacologico si possono affiancare delle terapia naturali, atte a modulare l’attività del sistema immunitario. Uno dei rimedi naturali che si sono dimostrati più utili nelle malattie autoimmuni è l’AHCC, un composto estratto dal fungo Lentinula edodes ,che ha la capacità di nutrire i globuli bianchi e farli crescere di numero.

Se nella sindrome di Sjorgen il sistema immunitario è fin troppo attivo, perchè somministrare uno stimolante dell’attività del globuli bianchi dovrebbe essere utile? La malattia attiva l’immunità specifica, composta dalle cellule del sistema immunitario che attaccano in modo preciso le strutture bersaglio.

L’ AHCC, invece, è in grado di nutrire cellule (in particolare i Linfociti Natural Killer) che fanno parte dell’immunità aspecifica, ovvero in grado di attaccare tutto ciò che è esterno all’organismo senza lcuna distinzione tra le varie strutture.

L’utilizzo di questa molecola fungina porta a due benefici distinti:

  • la maggiore attività delle cellule immunitarie aspecifiche abbassa quella delle cellule specifiche, evitando la progressione dei sintomi;
  • stimolare queste popolazioni cellulari permette, in concomitanza dell’assunzione di immunosoppressivi, di mantenere alte le difese immunitarie contro altre patologie.

L’integrazione di AHCC permette una riduzione della dose di immunosoppressivi ed antinfiammatori tradizionali?

L’integrazione naturale non si sostituisce ai farmaci tradizionali, ma può permettere una riduzione del loro dosaggio. Molto dipende dalla gravità della malattia che, come tutte le condizioni croniche, avrà un decorso altalenante. Certamente l’assunzione di AHCC non comporta alcun rischio di comparsa di effetti collaterali.

 

 

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Internazionale Biolife S.r.l.