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Azione antitumorale della melatonina

La melatonina è una molecola molto conosciuta e utilizzata per i suoi effetti sul ritmo circadiano. Aiuta a dormire nelle situazioni in cui è presente una scarsa qualità del sonno, e  a superare problemi come il jet-leg. Per questo motivo è un integratore molto utilizzato in luogo dei più potenti farmaci sonniferi.

Il suo diffuso utilizzo sta portando, nel corso degli anni, a scoprire funzioni di questo ormone del tutto inaspettate; una di queste è la sua attività antitumorale e, nello specifico, di riduzione della possibilità di sviluppo di neoplasie.

Il meccanismo d’azione della melatonina, ad oggi, non del tutto compreso. In questo articolo cercheremo di approfondire quelle che sono le conoscenze attuali sul funzionamento di questo ormone.

 

La melatonina e i suoi effetti sul sistema immunitario

La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola, l’epifisi, che si trova nel cervello e che induce una serie di modifiche nell’organismo che hanno lo scopo principale di indurre il sonno. Il sonno, però, è solo il più evidente e macroscopico dei suoi effetti, perché quando si dorme ci sono una serie di modifiche alla fisiologia dell’organismo che non si notano, ma sono presenti: l’apparato digerente tende a lavorare meglio, i muscoli si riposano, l’attività cardiorespiratoria si riduce.

Uno degli effetti della melatonina è anche lo sviluppo del sistema immunitario: quando le secrezioni di melatonina aumentano, quindi di solito durante la notte, il sistema immunitario viene spinto ad agire maggiormente, mentre nelle fasi diurne viene generalmente inibito, anche a causa della presenza degli ormoni dello stress, i glicocorticoidi. Questo è il motivo per cui un buon ritmo sonno-veglia e una quantità e qualità di sonno adeguata aiutano, nel complesso, a stare meglio.

Ma il ruolo del sistema immunitario è anche quello di individuare e distruggere eventuali agenti nocivi per il nostro organismo; ci sono i batteri e i virus, ma anche le cellule neoplastiche, che si possono sviluppare all’interno del nostro prganismo. Le cellule tumorali, infatti, si formano molto più frequentemente di quanto si pensi: il motivo per cui le neoplasie sono piuttosto rare è che solitamente il sistema immunitario riesce a tenerle sotto controllo, distruggendo le cellule maligne prima che possano danneggiare l’organismo. Questo è uno dei motivi per cui un sistema immunitario compromesso può favorire la comparsa delle cellule neoplastiche.

 

Il buon funzionamento del sistema immunitario previene le neoplasie

Il buon funzionamento del sistema immunitario permette di prevenire le neoplasie, proprio a causa di questo meccanismo, il quale è indirettamente collegato all’effetto positivo della melatonina.

Se riusciamo a tenere in buono stato il sistema immunitario, anche assumendo melatonina esogena, cioè tramite integratori alimentari, quando in presenza di sonno disturbato, avremo maggiori probabilità che il sistema immunitario individui precocemente le cellule a rischio e le distrugga prima che esse riescano a causare danni alla salute.

È il motivo per cui si dice sempre più spesso che la melatonina ha un’azione antitumorale. Nonostante non si tratti di un’azione diretta, è una delle tante molecole che possono aiutarci, anche in associazione ad altre (come gli antiossidanti) a prevenire, ancor prima che curare, questo tipo di patologie.

 

E quando la neoplasia è già presente?

L’azione anticancro è preventiva, non terapeutica, ma le ricerche mostrano come la melatonina, per quanto non rappresenti da sola una valida cura contro le neoplasie (per quello ci sono farmaci specifici), permetta di ottenere benefici anche in questi pazienti.

Dobbiamo infatti ricordare che nei pazienti oncologici il sistema immunitario cerca di contenere la crescita della massa, anche se generalmente questa è più potente rispetto all’azione difensiva che mette in campo l’organismo, ed è per questo motivo che diventano necessari i farmaci antineoplastici.

Tuttavia la presenza della melatonina che stimola il sistema immunitario a reagire, permette di contrastare la crescita della massa neoplastica principale e delle eventuali metastasi.

Non solo: la melatonina ha mostrato di avere un’azione anti-angiogenetica, ovvero inibisce la formazione dei nuovi vasi sanguigni, che sono particolarmente importanti per la crescita della neoplasia; se una massa non è vascolarizzata (ovvero non ci sono vasi sanguigni che portano il nutrimento) smette di crescere e proliferare all’interno dell’organismo ospitante.

Quest’ultimo è uno dei motivi per cui spesso la melatonina viene associata alle cure oncologiche tradizionali, al fine di ridurre la capacità di crescita delle neoplasie oltre che per migliorare la qualità della vita del paziente. E poiché con una qualità della vita maggiore l’organismo reagisce meglio alla condizione in cui si trova, questo ormone tenderà a trovare sempre più spazio nei protocolli terapeutici tradizionali.

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Internazionale Biolife S.r.l.

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